Sulle orme di Lucia, per essere testimoni credibili

Ci sono ritorni che hanno il sapore di un abbraccio atteso da secoli. Nel dicembre 2024 il corpo di santa Lucia è tornato nella sua terra, la Sicilia, e quello che poteva apparire come un semplice trasferimento di reliquie si è trasformato in un evento di popolo, capace di unire quattro diocesi — da Nord a Sud — comunità e generazioni in un unico cammino di fede e di luce.

A custodire la memoria di quei giorni è ora Sulle orme di Lucia. Per essere testimoni credibili (collana «Testimoni del nostro tempo», 192 pagine, 18 euro), il volume firmato da Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero che raccoglie parole, testimonianze e riflessioni di quanti quella peregrinatio l'hanno vissuta da vicino.

Già la cornice dice molto del peso dell'opera. Ad aprirla è la prefazione del cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi; tra le pagine trova posto la lettera di papa Francesco alla Chiesa di Siracusa. Due sguardi che collocano la vicenda non in un orizzonte localistico, ma dentro l'attenzione della Chiesa universale: non è dettaglio da poco per un libro che nasce da un territorio e che proprio da lì sa parlare a tutti.

Il cuore del racconto è il viaggio. Le insigni spoglie della martire, custodite e venerate da secoli a Venezia, hanno lasciato la laguna per raggiungere Siracusa e attraversare poi Carlentini, Belpasso e Aci Catena, fino a Catania. Un itinerario che ha intrecciato quattro Chiese — Venezia, Siracusa, Catania e Acireale — e che il libro restituisce tappa dopo tappa, tra cronache di celebrazioni, veglie e folle silenziose lungo le strade. Da Nord a Sud, l'Italia delle radici cristiane si è ritrovata attorno a una giovane donna vissuta diciassette secoli fa.

Particolarmente suggestiva è la pagina catanese, quando Lucia ha «incontrato» sant'Agata: due vergini e martiri siciliane, ricordate entrambe nel Canone romano, idealmente riunite come segno di grazia e di speranza. È un incontro che riannoda un filo antico, perché la tradizione vuole che proprio a Catania, davanti al sepolcro di Agata, la giovane siracusana avesse pregato per la madre malata. Il volume coglie con misura questa eco, trasformando un gesto di devozione in narrazione condivisa.

A dare corpo al racconto sono soprattutto le voci dei pastori. Dalle riflessioni dei vescovi Francesco Lomanto, Francesco Moraglia, Luigi Renna e Antonino Raspanti — accanto a quelle di sacerdoti, rappresentanti delle istituzioni e laici — emerge il profilo di una Lucia tutt'altro che oleografica: una donna giovane, libera e coerente, che con la fedeltà al Vangelo continua a illuminare il cammino dei credenti. Non un'immagine devozionale impolverata, dunque, ma una testimone capace di interpellare anche la coscienza di oggi.

Ed è qui che il sottotitolo svela la propria ambizione. «Per essere testimoni credibili»: la parola decisiva è proprio credibilità. In un tempo segnato dal sospetto e dall'inflazione delle parole, Lucia — il cui stesso nome evoca la luce — diventa misura di un'esistenza coerente, nella quale ciò che si crede e ciò che si vive coincidono. Il libro si fa così appello: seguire le orme della martire significa farsi nel mondo testimoni credibili del Vangelo, costruttori di pace e portatori di luce. Un messaggio che dialoga apertamente con il Giubileo 2025 e il suo tema, «Pellegrini di speranza».

A garantire insieme rigore e calore sono due firme del giornalismo cattolico siciliano. Salvatore Di Salvo, catanese di nascita e carlentinese d'adozione, è autore, fra l'altro, di studi sulla comunicazione cristiana e sulla stessa santa Lucia; Alessandro Ricupero, siracusano, è direttore della rivista «Con Lucia a Cristo». Due professionisti radicati nei luoghi che raccontano, e per questo capaci di unire il rigore della cronaca alla partecipazione di chi conosce, e ama, la propria terra.

Il risultato è un libro che è insieme memoria e itinerario: memoria di un evento che Siracusa e la Sicilia difficilmente dimenticheranno, e itinerario spirituale offerto a chiunque voglia mettersi, appunto, «sulle orme di Lucia». Più che un resoconto, una piccola scuola di testimonianza, che ricorda come la luce di una santa di diciassette secoli fa possa ancora oggi indicare una strada.